Approfondimenti

ILC, Round Robin, Ring Test: il labirinto dei confronti interlaboratorio

Due laboratori confrontano i propri risultati. Un gruppo verifica un metodo. Un organizzatore valuta le prestazioni dei partecipanti. Nel linguaggio quotidiano queste attività vengono spesso chiamate «circuito», «Round Robin» o «Ring Test». Per capire che cosa viene realmente proposto, occorre guardare soprattutto allo scopo e al protocollo del confronto.

Microanalitica · 11 settembre 2026
Spiegazioni divulgative e parafrasi delle fonti, non trascrizioni delle definizioni normative.

ILC — Confronto interlaboratorio

ILC significa Interlaboratory Comparison. È il termine generale per un confronto organizzato tra almeno due laboratori, su oggetti uguali o simili e secondo condizioni definite in anticipo.

Il nome descrive l’attività comune; la sua finalità può essere valutare i laboratori, studiare un metodo oppure caratterizzare un materiale.

Fonte: ISO 13528:2022, §3.1.

PT — Prova valutativa interlaboratorio

Quando il confronto serve a valutare le prestazioni dei partecipanti rispetto a criteri prestabiliti, si parla di Proficiency Testing, abbreviato PT.

Il PT è una particolare applicazione dell’ILC. Un confronto tra laboratori non è automaticamente una prova valutativa.

Fonte: Accredia RT-39 rev.00, §4, che richiama ISO/IEC 17043, §3.7.

Circuito interlaboratorio e prova interlaboratorio

«Circuito interlaboratorio» è un’espressione corrente, spesso usata per indicare uno schema PT. Anche «prova interlaboratorio» viene impiegata in senso generale. Per identificarne la natura bisogna leggere che cosa viene valutato: il laboratorio, il metodo o il materiale.

Uno schema PT può comprendere più cicli, detti anche round. Il ciclo è una singola edizione dello schema: non va confuso con l’espressione Round Robin.

Riferimento per schema e cicli: ISO 13528:2022, §3.16. «Circuito» è qui descritto come uso corrente, non come categoria normativa autonoma.

Round Robin e Ring Test

Sono denominazioni diffuse, il cui significato dipende dal contesto. Possono essere usate per attività interlaboratorio con obiettivi differenti: il nome da solo non garantisce che si tratti di un PT.

Nella redazione dei propri documenti, ISO raccomanda il termine interlaboratory al posto di Round Robin o Ring Test. È una scelta di chiarezza terminologica, non un giudizio sulla validità di un confronto che porta questi nomi.

Fonti: ISO House Style, voce «Interlaboratory or intralaboratory»; Eurachem, «Let’s call a PT scheme a PT scheme!».

ILS — Studio interlaboratorio

Interlaboratory Study è un’espressione ampia. In ambito ASTM viene spesso utilizzata per gli studi che determinano la precisione di un metodo attraverso prove svolte in più laboratori. Occorre quindi leggere l’obiettivo dello studio, anziché considerare ILS un sinonimo automatico di PT.

Fonte: ASTM, Form and Style for ASTM Standards, §A21.2, con richiamo alla pratica E691.

Studio collaborativo — Collaborative Study o Collaborative Trial

In questo contesto il centro dell’attenzione è il metodo di prova. Più laboratori lo applicano secondo un protocollo comune per determinarne le prestazioni, in particolare la precisione, contribuendo alla sua validazione.

La domanda è «come si comporta questo metodo nei diversi laboratori?», anziché «la prestazione di questo partecipante soddisfa i criteri del PT?».

Fonte: ASTM E2489-16, §1.1, che distingue lo studio collaborativo dal proficiency testing.

Studio di certificazione — Certification Study

La finalità è stabilire il valore di una proprietà di un materiale destinato a essere certificato. L’oggetto principale dello studio è quindi il materiale. La partecipazione di più laboratori, da sola, non basta a trasformare un campione in materiale di riferimento certificato.

Fonti: Eurachem, guida 2000, §2.2.3 (riferimento storico alla denominazione); ISO 13528:2022, §3.18 per il materiale di riferimento certificato.

Small ILC — Confronto interlaboratorio ristretto

RT-39 di Accredia usa la denominazione Small ILC per confronti organizzati spontaneamente da uno o più laboratori e svolti tra non più di sette laboratori. Essendo ILC, coinvolgono almeno due laboratori.

Questa denominazione descrive la modalità di organizzazione e la dimensione del gruppo, mentre PT descrive la finalità valutativa. Un confronto ristretto che valuta i partecipanti secondo criteri prestabiliti ha finalità PT; un confronto ristretto dedicato a studiare un metodo ha un altro obiettivo.

L’accettabilità per l’accreditamento va verificata rispetto alle disposizioni applicabili di RT-39: non deriva soltanto dal numero dei partecipanti.

Fonte: Accredia RT-39 rev.00, §4 e §5; il §4 richiama EA-4/21 INF.

VEQ / EQA — Valutazione esterna della qualità

VEQ è la sigla italiana; EQA significa External Quality Assessment. Nei laboratori medici queste denominazioni indicano la valutazione delle prestazioni attraverso confronti interlaboratorio, secondo criteri stabiliti. Nel nostro schema si collocano quindi nell’area della valutazione dei partecipanti, insieme ai PT.

RT-39 precisa che, ai fini del regolamento, le indicazioni sui PT si applicano anche alle VEQ. Non sono quindi due nuovi livelli da aggiungere ai cerchi: VEQ ed EQA sono le denominazioni italiana e inglese dello stesso concetto.

Fonte: Accredia RT-39 rev.00, §1 e §4, con richiamo a ISO 15189, §3.10.

Intercalibrazione — Intercalibration

È una denominazione da interpretare nel contesto. Non identifica automaticamente una taratura, un PT o una categoria separata di confronto. Eurachem la segnala tra le espressioni che possono descrivere in modo poco preciso l’attività svolta.

Per collocarla occorre leggere lo scopo del protocollo: il confronto riguarda le prestazioni dei partecipanti, un metodo o un materiale? È questo obiettivo, non il nome «intercalibrazione», a definirne la posizione tra gli ILC.

Fonte: Eurachem, «Chiamiamo uno schema PT come si deve!», p.1.

La scheda Eurachem e gli altri nomi

La scheda citata è di Eurachem. Accanto a Round Robin e Ring Test riporta circle analysis: anche questo nome non definisce una finalità univoca. «Collaborativo» e «cooperativo» sottolineano la partecipazione congiunta, ma richiedono di precisare l’obiettivo.

La distribuzione dei campioni è un altro aspetto: sequenziale indica il passaggio dello stesso oggetto tra partecipanti; simultaneo indica la distribuzione di oggetti simili nello stesso periodo. Questi termini descrivono il disegno del confronto, non il suo scopo.

Fonte: Scheda Eurachem in italiano, prima edizione settembre 2023. La scheda distingue denominazioni, finalità e modalità di distribuzione.

Prove interlaboratorio: un nome generale, da precisare

Nel linguaggio corrente, «prove interlaboratorio» può indicare genericamente attività di confronto tra laboratori. Per evitare equivoci, in questo articolo usiamo confronto interlaboratorio (ILC) come termine generale e prova valutativa interlaboratorio (PT) quando lo scopo è valutare le prestazioni dei partecipanti rispetto a criteri prestabiliti. La parola «valutativa» rende esplicita questa finalità.

Riferimento per la distinzione tra ILC e PT: ILAC-P9:01/2024. La spiegazione dell’espressione italiana corrente non introduce una categoria normativa aggiuntiva.

Check Sample Test e prova valutativa bilaterale: il riferimento storico

Il nome Check Sample Test compare nel documento ILAC-G22:2004, §4.3 come denominazione alternativa di bilateral proficiency testing. Il laboratorio riceve un oggetto con caratteristiche accuratamente determinate, fornito dal valutatore o da un terzo, da analizzare nell’ambito dell’accreditamento.

Lo stesso uso compare in EA-3/04, §4.3, documento elaborato con EUROLAB ed EURACHEM e ritirato nel novembre 2017. Sono riferimenti storici.

Fonti: ILAC-G22:2004, §4.3, p.8 (copia ospitata da PJLA); EA-3/04, §4.3 (copia del documento storico); EA, risoluzione 2017 (40)22 sul ritiro.

ILAC: PT e confronti diversi dai PT

ILAC-P9:01/2024 tratta le prove valutative interlaboratorio e i confronti interlaboratorio diversi dai PT nel contesto dell’accreditamento. Non è un’altra denominazione di circuito: aiuta a distinguere attività con finalità differenti. Per collocare un confronto nei cerchi occorre quindi conoscerne lo scopo, non soltanto il nome.

Fonte: ILAC-P9:01/2024, «ILAC Policy for Proficiency Testing and/or Interlaboratory comparisons other than Proficiency Testing».

Come orientarsi nella scelta

Prima di aderire, verifica tre elementi: che cosa viene valutato, secondo quali criteri e come è organizzato il confronto. La denominazione è utile, ma sono queste informazioni a chiarire se l’attività risponde all’esigenza del laboratorio.

Dove si collocano i servizi Microanalitica?

I PT programmati e i Check Sample Test di Microanalitica hanno la stessa finalità: valutare la prestazione del laboratorio attraverso un confronto interlaboratorio.

PT programmati. I laboratori partecipano a un ciclo con un calendario comune. Microanalitica elabora i risultati e determina il valore assegnato mediante media robusta.

Check Sample Test. Il laboratorio partecipa individualmente, su richiesta e fuori dal calendario dei PT. Riceve un oggetto di prova proveniente da un precedente circuito; il suo risultato viene aggiunto a quelli già disponibili e il valore assegnato viene ricalcolato mediante elaborazione statistica robusta. La valutazione viene presentata in un rapporto individuale.

Che cosa cambia nella valutazione? Non cambia la finalità: verificare la prestazione del laboratorio rispetto a un riferimento e a criteri prestabiliti. Cambiano l’organizzazione, i tempi e l’insieme dei risultati utilizzati nell’elaborazione. Il ricalcolo può modificare il valore assegnato e il punteggio ottenuto, ma non lo scopo della prova.