Guida operativa
Esito PT insoddisfacente: cosa fare in laboratorio
Un risultato insoddisfacente è un segnale da indagare e documentare. Ripetere la misura finché il punteggio migliora non dimostra che il problema sia risolto. L’obiettivo è capire la causa e proteggere l’affidabilità dei risultati del laboratorio.
Il percorso in breve
Registra → verifica il rischio → indaga → correggi → verifica l’efficacia → chiudi e sorveglia
Sei passi da applicare
1. Apri una registrazione e assegna un responsabile
Annota schema, lotto, campione, metodo, risultato inviato, unità, punteggio, criterio di accettazione e data del rapporto. Conserva il rapporto originale e i dati grezzi. Concorda una scadenza interna proporzionata al rischio: non esiste un termine unico valido per ogni PT.
2. Decidi subito come proteggere i risultati
Il difetto può coinvolgere campioni dei clienti? Individua periodo, prove e rapporti potenzialmente interessati, partendo dall’ultima evidenza affidabile. Se la validità è dubbia, valuta il blocco delle attività o dell’emissione dei risultati coinvolti; informa i clienti e richiama o correggi i rapporti quando necessario. Motiva anche l’eventuale assenza di impatto.
3. Controlla prima dati, unità e valutazione
Confronta il dato inviato con il foglio di lavoro: codice campione, decimali, conversioni, diluizioni e base secca o umida. Leggi le istruzioni e i criteri del rapporto: z, z′, zₚ ed Eₙ non sono intercambiabili. Un avvertimento o una tendenza ripetuta richiedono una valutazione secondo criteri interni definiti, anche senza esito insoddisfacente.
4. Cerca una causa sostenuta da evidenze
Coinvolgi chi ha eseguito la prova. Esamina ricevimento, conservazione, preparazione, strumenti, tarature, controlli interni, operatore e calcoli. Per ogni ipotesi scrivi quale controllo la conferma o la esclude. “Errore umano” da solo non basta: chiedi perché il sistema non lo ha prevenuto o intercettato. Se sospetti il materiale o la valutazione, invia al provider dati e motivazioni.
5. Separa correzione e azione correttiva
Correzione: sistemare il dato o il difetto identificato. Azione correttiva: impedire che la causa si ripeta, per esempio validando il foglio di calcolo, controllando le revisioni o verificando la competenza dell’operatore. Assegna a ogni azione un responsabile, una scadenza e un’evidenza attesa. Conserva la traccia delle rettifiche: non sostituire silenziosamente il risultato originario.
6. Chiudi solo dopo la verifica di efficacia
Definisci prima della verifica materiale, metodo, criterio di accettazione e chi decide la chiusura. Usa evidenze pertinenti alla causa: ricalcolo indipendente, controlli, nuove preparazioni e, quando richiesto o appropriato, una verifica esterna. Un nuovo punteggio favorevole da solo non elimina i dubbi sui rapporti precedenti. Se la causa resta ignota, mantieni il caso aperto o documenta perché il rischio residuo è accettabile.
Quando il risultato è sospetto o discutibile
Un esito “sospetto” o “discutibile” è un segnale di attenzione. Leggi il rapporto della prova interlaboratorio per capire il significato della valutazione: valgono i criteri indicati dall’organizzatore.
1. Controlla il dato inviato
Verifica codice del campione, unità di misura, trascrizione e calcoli. Se trovi un errore, registralo e contatta l’organizzatore per sapere come comunicarne la correzione.
2. Guarda anche gli altri risultati
Controlla i risultati delle prove precedenti e i controlli interni. Il laboratorio tende a dare valori sempre più alti o sempre più bassi del riferimento? Lo stesso avvertimento si è già ripetuto?
3. Decidi quali verifiche fare
Se il caso è isolato e non trovi altri problemi, documenta i controlli svolti e stabilisci come seguire i risultati successivi. Se il segnale si ripete, peggiora o si accompagna a controlli interni non accettabili, approfondisci la causa seguendo i sei passi descritti sopra.
4. Valuta i risultati dei clienti
Se emerge un dubbio sulla loro validità, valuta subito quali prove e rapporti possono essere coinvolti e quali azioni servono. Non aspettare il prossimo PT per affrontare un problema già individuato.
5. Scrivi la decisione
Registra cosa hai controllato, cosa hai trovato, chi segue il caso e quando farà il prossimo controllo. Motiva anche la decisione di non avviare altre azioni. La gestione deve rispettare le procedure del laboratorio e le prescrizioni applicabili.
Verifiche esterne e obblighi applicabili
Verifica il regolamento del tuo accreditamento. Dove previsto, due esiti insoddisfacenti consecutivi comportano la comunicazione di autosospensione della prova e del relativo raggruppamento, salvo giustificata motivazione scritta. Non è una regola universale di ogni PT.
Dopo un esito negativo verifica se devi richiedere subito al provider una prova su materiale residuo o un nuovo confronto. Riesamina il piano PT: ripetere lo stesso materiale non equivale automaticamente a partecipare a un nuovo circuito. Un CST può contribuire alla verifica se tecnicamente idoneo e accettabile secondo le regole applicabili; l’acquisto del campione non chiude la non conformità.
Esempio 1 · Amianto aerodisperso, SEM/EDS
Il problema
Il laboratorio ottiene un esito insoddisfacente o discutibile. Prima di ripetere l’analisi, controlla come hai riconosciuto e contato le fibre e come hai calcolato il risultato.
Le fibre contate sono quelle richieste?
- Hai contato le tipologie di fibre indicate dall’organizzatore, rispettando le dimensioni e le regole di conteggio richieste?
- Hai trovato agglomerati, cioè gruppi di fibre sovrapposte o intrecciate, che hanno reso difficile la conta? Come li hai trattati rispetto alle regole del metodo?
- Alcune fibre potrebbero essere di natura diversa dall’amianto? Controlla la loro forma e i dati dell’analisi EDS; se l’identificazione rimane dubbia, esegui gli approfondimenti previsti dal metodo.
Hai calcolato bene l’area esplorata?
Verifica la superficie di ciascun campo osservato, il numero di campi e l’area totale usata nel calcolo. Controlla anche la scala delle immagini e l’ingrandimento.
Per esempio: ho contato 40 fibre su una superficie di 0,87 mm², ma ho riportato 40 fibre/mm², come se avessi osservato 1 mm². Il calcolo corretto è 40 ÷ 0,87 = 45,98 fibre/mm². Riportando 40 fibre/mm² ho comunicato un valore più basso del corretto. Questi numeri servono solo a spiegare l’esempio.
L’area esplorata rappresenta tutto il filtro?
Hai osservato campi distribuiti nelle diverse zone del deposito oppure solo in una zona? La parte interna e quella esterna presentano una distribuzione simile delle fibre? Non scegliere soltanto i campi più facili da leggere o quelli che danno il risultato atteso.
Quando il metodo, le istruzioni della prova e lo strumento lo consentono, è preferibile introdurre nel SEM il filtro intero, così da poter esaminare zone diverse del deposito. Questo non significa dover contare tutta la superficie del filtro.
Se occorre prelevare una porzione, uno spicchio dal centro al bordo, per esempio un quadrante, permette di includere sia la parte interna sia quella esterna. La scelta deve rispettare il metodo e le istruzioni dell’organizzatore: lo spicchio non garantisce da solo che la parte esaminata sia rappresentativa. Conta anche come sono distribuite le fibre e come scegli i campi da osservare.
Cosa fare dopo i controlli
Annota i problemi trovati e le verifiche svolte. Se trovi un errore di conteggio, identificazione o calcolo, correggilo e verifica che non si ripeta. Valuta anche se può avere interessato i rapporti già emessi. Se sospetti un problema del filtro, invia all’organizzatore immagini, dati e una descrizione delle difficoltà incontrate.
Esempio 2 · Amianto nei terreni, SEM/EDS
Il problema
Il risultato della prova è insoddisfacente o discutibile, oppure trovi valori molto diversi analizzando porzioni dello stesso campione. Controlla tutti i passaggi, dal campione ricevuto fino al risultato finale.
Hai preparato bene il campione?
- Hai prelevato un’aliquota, cioè una piccola porzione, che rappresenti davvero il campione ricevuto?
- Hai omogeneizzato bene il campione di laboratorio, seguendo il metodo e le istruzioni dell’organizzatore?
- Se la macinazione è prevista, hai macinato il campione come richiesto dal metodo? Verifica tempi, modalità e dimensioni finali, evitando trattamenti non previsti che possano modificare le fibre.
- Hai prelevato correttamente l’aliquota della dispersione da depositare sul filtro? La dispersione era ben mescolata al momento del prelievo, oppure parte del materiale si era già depositata sul fondo?
- Hai registrato correttamente le quantità pesate, i volumi e le diluizioni?
Hai osservato e misurato correttamente le fibre?
- Hai calcolato bene l’area esplorata, controllando la superficie dei campi e il loro numero?
- Hai distribuito le osservazioni in modo da rappresentare il deposito sul filtro?
- Hai contato e misurato un numero sufficiente di fibre d’amianto secondo il metodo e i criteri della prova? Verifica anche i criteri previsti per terminare l’osservazione, soprattutto se trovi poche fibre.
- Le fibre riconosciute sono quelle richieste dall’organizzatore? Ci sono agglomerati difficili da contare o fibre che potrebbero non essere amianto?
- Nel caso del crisotilo, hai misurato il diametro nella parte compatta dei fasci, evitando di usare come diametro la larghezza delle estremità aperte o sfrangiate? Applica le regole del metodo per la misura e il trattamento dei fasci.
- Hai controllato i calcoli e l’unità di misura, compreso il riferimento al terreno secco quando richiesto?
Cosa fare dopo i controlli
Se trovi un errore, correggi il passaggio interessato e verifica che gli operatori applichino correttamente la procedura. Valuta se lo stesso problema può aver interessato i terreni già analizzati e i rapporti già emessi.
Verifica poi che la correzione funzioni con controlli adatti alla causa trovata e, quando richiesta, con una verifica esterna. Non scegliere solo il risultato più vicino al valore di riferimento e non modificare il trattamento del solo campione PT per ottenere un risultato migliore.
Documenti utili per approfondire
Le guide aiutano a impostare l’indagine; le politiche di accreditamento valgono nel rispettivo ambito. Consulta sempre la revisione applicabile. Questa pagina è una sintesi operativa originale, non una traduzione ufficiale dei documenti citati.
- Eurachem · Indagine sugli esiti insoddisfacenti: seconda edizione e traduzioni, inclusa quella italiana aggiornata.
- Eurachem · Selection, Use and Interpretation of PT Schemes, 3ª edizione, 2021: capitolo sull’uso dei risultati e appendice B per l’indagine.
- UKAS · TPS 47, edizione 5: partecipazione ai PT, pianificazione e azioni correttive. Politica applicabile nel relativo sistema di accreditamento.
- EA · EA-4/18 G: scelta del livello e della frequenza di partecipazione in funzione del rischio.
- ISO/IEC 17025:2017 · Riferimento per validità dei risultati, lavoro non conforme e azioni correttive (7.7, 7.10, 8.7); testo integrale soggetto a licenza.
